“A suo dire l’umanità si divideva in due grandi gruppi nemici fra loro:
i presepisti e gli alberisti.
“È una suddivisione – diceva lo zio – così importante che dovrebbe comparire sui documenti di identità,
né più né meno di come appare il sesso e il gruppo sanguigno.
Altrimenti può accadere che un disgraziato scopre,
solo a matrimonio avvenuto,
di essersi unito ad un essere umano di tendenze natalizie diverse.”
Luciano De Crescenzo
Non so voi, ma io sono decisamente una alberista!
A casa mia non è Natale senza l’albero, bello, grande, verde e riccamente addobbato!
Ho scatole piene, piene di addobbi, molti li possiedo da tanti, tanti anni e mi hanno seguita durante i vari traslochi. Molti mi sono stati regalati, e ciascun addobbo ha una sua storia, legata a luoghi e persone.
Conservo anche tutti i piccoli decori chiudi pacco che ho ricevuto insieme ai regali, e se sono fatti a mano hanno ancora più valore e fascino (vedi coroncina dell’ultima foto che mi ha regalato la mia collega Caterina).
Oltre ad essere una alberista, sono decisamente una biscottara.
Nonostante mi sia mancato il tempo per stare in cucina in questo ultimo periodo, i biscotti sono riuscita a farli ugualmente, in una serata in cui ero un po’ meno stanca del solito, panetto di frolla messo a riposare in frigorifero e utilizzata il giorno successivo.
Sono preparati con farina integrale, pertanto hanno un aspetto un po’ rustico, i decori di glassa non sono perfetti (ho avuto una aiutante…), ma sono fragranti e profumatissimi e a me così piacciono proprio tanto!
Avevo letto la ricetta della Poke Cake dalla mia amica Alessandra delblog Ricette di Cultura (se non la conoscete già, andate a farle visita perché il suo blog è imperdibile, oltre ad essere una bravissima cuoca, Alessandra ama scoprire e raccontare la storia delle ricette e dei cibi), mi ero salvata il link, ma non trovavo mai il tempo per prepararla.
Il risultato è meraviglioso! La torta risulta morbidissima e, al taglio, cela un ripieno goloso!
To poke significa conficcare, ed infatti una volta sfornato il dolce dovrete conficcare il manico di un mestolo di legno sulla superficie per creare le piccole cavità che accoglieranno il goloso ripieno di frutta.
Io l’ho preparato in piena stagione di fragole, ma è sicuramente ottima anche utilizzando altro tipo di frutta di stagione.
Eh niente, sono infissa con le fragoleultimamente, si è capito?
Questo dolce l’ho sbirciato diverso tempo fa dalla mia amica Fedora del blog Cappuccino e Cornetto (lei è davvero una garanzia con i dolci!), l’ho fatta più volte e mai fotografata.
Era necessario rimediare non vi pare?
Mi sono attenuta fedelmente alla ricetta di Fedora, ho soltanto modificato un po’ le farine e omesso lo strato di confettura di fragole, usando soltanto crema di ricottae fragole fresche, in questo modo risulta un po’ meno dolce.
Questa Sbriciolata con ricotta e fragole è buonissima, credetemi!
E niente, avete presente quando ti prende la voglia di fare un dolce?
Però il tempo a disposizione è poco, e soprattutto non ti va di sporcare troppo la cucina.
Guarda caso ti ricordi di una torta che avevi visto nel blog di un’amica (questo dolce da Monica del blog La Pazza cucina di Monica).
Guardi quello che hai a casa, le pere, la crema di nocciola… (eh, se stanno bene insieme!)
Insomma, io la torta doppia cottura l’ho fatta così per la prima volta.
E non contenta, ché non era già bella ricca di suo, a questa torta a doppia cottura alle pere e crema alla nocciola, ho aggiunto anche un bel crumble, così la cottura è diventata tripla!
Facilissima da preparare, e ottima base per millemila varianti, quindi a voi dilettarvi con la vostra fantasia!
“Conosci la terra dei limoni in fiore,
dove le arance d’oro splendono tra le foglie scure,
dal cielo azzurro spira un mite vento,
quieto sta il mirto e l’alloro è eccelso,
la conosci forse?”
Johann Wolfgang von Goethe (sull’Italia)
Amo il limone.
Non manca mai a casa mia.
Lo uso tantissimo, e nei dolcilo adoro.
Il soufflépoi, che sia dolce o salato, è una preparazione che esalta i profumi degli ingredienti che vengono utilizzati per prepararlo.
Vederli gonfiare nel forno e sentire il profumo che avvolge tutta la cucina, beh, vi troverete in attesa, lì davanti allo sportello del forno, armati di cucchiaino e pronti ad affondarlo per l’assaggio!
Se seguirete gli accorgimenti che mi hanno insegnato, e che vi indico di seguito alla ricetta, vi assicuro che la riuscita è garantita, e il soufflé non vi spaventerà più!
Consiglio, se volete usarne anche la buccia preferite sempre limoni biologici e comunque non trattati (tra l’altro sono anche molto molto più profumati).
Ah! Come ogni anno, mi sono dimenticata del compleanno del mio blog.
Ebbene si, il 12 settembre ha compiuto 6 anni!
Nessun tempo per post dedicati e torte di compleanno, lo festeggiamo così che dite?