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Roberta Morasco

Colazione e merenda/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate

Crostata al grano saraceno con ricotta e confettura di prugne

 

“Ogni anno l’autunno gli porta di questi sentimenti.

Bisogno di silenzi, di solitudine, di ricordi.

Bisogno di dormire.

Di ricapitolarsi.

Bisogno d’interiorità.”

Pier Vittorio Tondelli, “Camere separate”

 

Fuggire per qualche attimo da questo mondo distopico e ingiusto.

Un mondo dove accadono le cose più assurde. Dove i criminali, piagnucolosi e bugiardi, vengono fatti passare per vittime e dove i guerrafondai più violenti vengono candidati e/o vincono il nobel per la pace.

È tutto talmente così terribile ed assurdo, che molto spesso, nei miei social, fatico a condividere leggerezza e racconti di giornate spensierate o week end fuori porta.

È tutto talmente terribile e disgustoso, che a volte ho davvero la necessità estrema di staccare da tutto, di ‘respirare’ e lasciarmi andare a qualcosa di creativo, di bello, o di buono.

Oggi vi racconto una cosa semplice e molto buona.

Una crostata. Forse il mio dolce preferito in assoluto.

Ché una frolla fatta bene non la batte nessun altro dolce. Crostata al grano saraceno con ricotta e confettura di prugne.

 

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Montagna, trekking/ Travel

Escursione al Rifugio e Lago Coldai da Palafavera

 

Quella al Rifugio A. Sonino al Coldai e all’omonimo lago ai piedi della Civetta, è un’escursione nelle Dolomiti Bellunesi abbastanza semplice.

Il punto di partenza è il parcheggio del Rifugio Palafavera, tra Pelmo e Civetta, da qui si segue il sentiero 564 fino a raggiungere il rifugio A. Sonino al Coldai e si prosegue successivamente con una breve salita fino alla Forcella e al laghetto Coldai.

Il percorso si snoda all’interno delle Dolomiti di Zoldo e tra due vere meraviglie della natura, il Monte Pelmo e il Monte Civetta, protetti dall’UNESCO.

 

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Colazione e merenda/ Dolce

Confettura di prugne e cannella

 

Dal sapore particolare e speziato, la confettura di prugne e cannella è perfetta per la prima colazione ma anche per farcire deliziose e profumate crostate e torte.

Anche quest’anno abbiamo potuto approfittare della produzione di frutta naturale e buonissima dei tanti alberi  presenti su un terreno di un caro amico. Una calda giornata, un po’ di fatica, ma la soddisfazione di un raccolto prezioso: prugne di varietà diverse, dolci e succose, mele e fichi profumati e dolcissimi! Buona parte della frutta raccolta era molto matura, quindi l’ho utilizzate per preparare delle ottime confetture.

Nelle marmellate e confetture a me piace trovare anche dei pezzi di frutta pertanto, di abitudine, ne frullo circa la metà o poco più, in modo da ottenere una texture vellutata ma nella quale però rimangono anche una discreta parte di pezzettoni di frutta.

C’è poco da fare, il sapore di una confettura fatta in casa, e con frutta naturale, è tutta un’altra storia!

 

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Travel

Favignana. La Farfalla delle isole Egadi

 

“Favignana,

quella terra così terra,

quel mare così mare.”

Michele Tortorici

 

Favignana, è un’isola che fa parte dell’arcipelago delle Egadi, insieme a Marettimo, Levanzo, e a un insieme di scogli e faraglioni.

La Farfalla delle Egadi è l’isola più grande dell’arcipelago, e si raggiunge in mezz’ora circa di aliscafo da Trapani.

Il suo nome deriva dal Favonio, l’antico nome del vento di ponente che regna in questa zona e ne governa il clima, la definizione di farfalla invece la deve al pittore Salvatore Fiume, per la sua forma particolare, con due estremità più estese e la parte centrale decisamente più ristretta, che fa immaginare due ali spiegate.

Favignana sorge sulle acque turchesi del Mediterraneo ed è un piccolo tesoro tutto da scoprire, la vacanza in questa piccola isola è all’insegna del mare, della natura, del buon cibo e di lunghi giri in bicicletta.

L’isola è infatti piccolina, e i suoi (circa) 19 km² di estensione permettono di esplorarla interamente su due ruote, e sull’isola troverete un po’ ovunque rent e piccole officine (di biciclette normali ed elettriche, e scooter).

Noi siamo arrivati qui, per una vacanza ‘tutto mare’, dopo aver visitato Palermo per alcuni giorni.

 

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Antipasti/ Cucina etnica/ Salato

Hummus alla barbaietola

 

“Le ricette di cucina sono un bene universale estremamente democratico,

un tesoro che appartiene a tutti

e che come le sette note può essere combinato 

in migliaia e migliaia di modi

e diventare personale, a volte unico.”

Paola Maugeri

 

L’hummus alla barbabietola è una colorata variante del tradizionale hummus di ceci classico, tipico antipasto cremoso mediorientale.

L’origine di questa crema di ceci e salsa tahina affonda le proprie radici molti secoli fa, in Medio Oriente, e specialmente in Libano, dove viene servita abitualmente con il pane pita e i falafel.

L’ideale sarebbe utilizzare i ceci secchi, reidratati e poi cotti (ma la cottura è davvero lunga…), in ogni caso anche con i ceci in scatola già cotti il risultato è ottimo.

Salsa tahina: se non avete voglia di prepararla, (anche se vi posso assicurare che prepararla in casa non è affatto difficile) la potete trovare in moltissimi supermercati, non soltanto in quelli biologici.

Non consumando carne ormai da diversi anni, io a casa faccio gran uso di ceci e legumi in genere, l’hummus lo preparo abbastanza spesso, sia come antipasto, servito con crostini, pane o chips, ma anche come base per gustose piadine, panini, o semplicemente abbinato a delle verdure, cotte o crude. Qui nelle foto lo trovate abbinato alle chips di polenta e semi.

Complice un mercatino di Natale a Trieste, e una bancarella super fornita di spezie (e molto altro), ho approfittato per fare rifornimento di cosine speciali, tra queste anche la polvere di barbabietola che cercavo da un po’, e come potrete immaginare è finita in tante preparazione, oltre che in questo hummus!

 

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Travel

Palermo, cosa vedere in 3 giorni

 

“Incredibile è l’Italia:

e bisogna andare in Sicilia

per constatare quanto è incredibile l’Italia”

Leonardo Sciascia “ll giorno della civetta” (1961)

 

Palermo. Vistosa, altera e piena di vita.

Gli edifici scrostati, i marciapiedi dissestati, le chiese sfavillanti di ricchissimi mosaici bizantini, le vie costeggiate da un susseguirsi di meravigliosi palazzi barocchi, e i mercati, molto simili ai suq, rumorosi e colorati, Palermo è una città che suscita forti reazioni, una città in cui il degrado e l’assoluta bellezza vanno a braccetto.

Eravamo già stati a Palermo qualche estate fa, un on the road da Catania a Palermo che vi ho già raccontato, ma in quell’occasione le avevamo dedicato troppo poco tempo.

 

 

Siamo tornati per dedicarle 3 giorni interi, tutti per la visita della città!

Inutile dirvi che, nonostante le nostre instancabili camminate in lungo ed in largo, siamo riusciti a visitare soltanto una parte di quello che la città offre, Palermo è davvero ricchissima di storia e ci sono moltissimi luoghi di rilievo da vedere anche appena fuori dal centro della città e nei dintorni.

 

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Colazione e merenda/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate

Angel Food Cake cioccolato, curcuma e caffè

 

“Please believe that

there is still time for you

to be all that you want to be” Cit.

 

Angel Cake (o Angel Food Cake).

Molto bella da vedere, leggerissima perché priva di grassi.

Quando avete albumi che avanzano è una delle soluzioni migliori e meno impegnative per utilizzarli.

Non va confusa con la Chiffon Cake, per la cui preparazione vanno utilizzate le uova intere e l’olio.

COSA È INDISPENSABILE PER LA PREPARAZIONE DI CHIFFON E ANGEL CAKE?

Per prima cosa il classico stampo in alluminio con i piedini.

Stampo che, per la buona riuscita del dolce, dovete assolutamente avere. Non si tratta di una spesa eccessiva, è uno stampo in alluminio leggero e in commercio se ne trovano anche di molto economici. Io ne ho due in diverse misure (da 20 cm e da 26 cm di diametro) pagati poco più di 10 € l’uno.

La caratteristica della Angel Cake (così come della Chiffon Cake) è l’altezza che dipende proprio dal fatto che una volta cotta, la torta va capovolta e lasciata raffreddare ancora all’interno dello stampo. In questo modo l’impasto si ‘distende’ e il dolce diventa soffice e spugnoso.

Altra cosa indispensabile per la perfetta riuscita del dolce, il cremor tartaro. È un agente lievitante, derivato dalla fermentazione del vino e utilizzato come alternativa al lievito tradizionale; la sua funziona importante è quella di stabilizzare gli albumi montati a neve, garantendo una torta soffice e ben lievitata.

Qui vi propongo una torta tricolore, la Angel Food Cake cioccolato, curcuma e caffè.

 

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Travel

Marrakech, cosa vedere in 4 giorni

 

“Prima di Marrakech, tutto era nero.

Questa città mi ha insegnato cosa sono i colori e ho abbracciato la sua luce,

i suoi sfacciati contrasti e le sue intense invenzioni”

Yves Saint Laurent

 

Marrakech.

La “città rossa” tra le cui mura rosate, innumerevoli sono i contrasti, una irresistibile mescolanza di culture berbere, andaluse e arabe.

Marrakech è un altro mondo: caos, polvere, odori forti, traffico frenetico, ma anche spezie, profumi, palazzi gioiello, madrase, cortili nascosti e giardini lussureggianti, paccottiglia per turisti e artigianato di pregio, gente che ti vende di tutto ovunque e che ti segue per convincerti a pranzare in un posto o in un altro.

Racchiude tutto nella sua, spesso stancante, ma irresistibile frenesia. Credo non offra mezze misure Marrakech, o la ami o la detesti. Ma, a mio avviso, è molto più facile amarla.

La strada che porta da Zagora a Marrakech regala panorami mozzafiato, se ci arriverete in macchina vedrete alternarsi deserti, palmeti, villaggi e montagne, e passerete circa 6 ore di strada con lo sguardo incantato fisso fuori dal finestrino.

E poi eccola. Con i suoi colori mozzafiato, il rosso terracotta degli edifici e l’azzurro intenso del cielo.

I caffè turistici, gli artigiani che battono il metallo, quelli che lavorano pellami e i tintori di tessuti, i musicisti, i ballerini, i fachiri e gli incantatori di serpenti. Una città che ti ammalia con la sua atmosfera vibrante e la ricchezza della sua cultura, i suoi vicoli labirintici e i suoi affascinanti Riad.

Una città che coinvolge realmente tutti i sensi, offrendo una esperienza indimenticabile per chi la visita.

 

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Colazione e merenda/ Dolci da credenza e crostate

Cake con farina di cocco e cioccolato

 

“Non importa quanto tu abbia mangiato,

c’è sempre spazio per il dolce. ”

Julia Child

 

Se, come me, amate questo frutto esotico, dovete assolutamente provare questo dolce!

PROFUMATISSIMO! Al suo interno sia farina di cocco che cocco rapé

E no, non sono la stessa cosa.

Il cocco rapè si ottiene dalla polpa della noce di cocco essiccata e grattugiata, mentre la farina di cocco si ricava dalla polpa di cocco disidratata, ma anche parzialmente sgrassata e successivamente macinata molto finemente. La farina ha un contenuto di grassi inferiore rispetto al rapè e pertanto un minor apporto calorico, inoltre il suo sapore è più delicato rispetto al rapè.

Io in questa Cake con farina di cocco e cioccolato li ho messi insieme, e con il cioccolato. Vedete un po’ voi. 

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Antipasti/ Salato

Chips di polenta e semi

 

“Semplicità significa

raggiungere il massimo effetto

con mezzi minimi.”

Koichi Kawana 

 

In cucina non si butta via nulla.

O almeno così dovrebbe essere sempre.

Non so se succede anche a voi, ma quando preparo la polenta esagero sempre un po’ con le dosi e me ne avanza quasi sempre.

Questo che vi propongo è un modo sfizioso per riutilizzarla una volta fredda, per preparare uno snack sfizioso.

A voi la scelta se utilizzare una polenta con farina di mais tradizionale o quella istantanea.

Quella che io prediligo è sicuramente la polenta taragna che al suo interno oltre a mais antichi, contiene anche grano saraceno, ma in assenza dei classici 40 minuti necessari per la sua cottura, confesso che utilizzo anche quella istantanea, che in pochi minuti è pronta.

Queste chips di polenta e semi sono preparate proprio con una polenta istantanea avanzata.

Aggiunta una manciata di semi, poco sale e via!

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Cioccolato/ Colazione e merenda

Torta con le patate dolci, cioccolato e nocciole

 

“L’ispirazione, qualunque cosa sia,

nasce da un incessante non so.”

Wislawa Szymborska

 

Le patate dolci (conosciuta anche con il termine batata)sono antichissime, lo sapevate? Alcuni reperti ritrovati in Perù testimoniano che l’uomo si cibava di batata già 8.000 anni prima di Cristo.

Ricchissime di nutrienti e vitamine, sono un ingrediente molto versatile in cucina e la loro nota dolce le rende perfette per la preparazione dei dolci.

Considerato che non c’è nulla (o quasi) che il cioccolato non possa risolvere, una torta con la combo cioccolato – patate dolci ha un suo perché!

Il risultato è stato un dolce soffice e profumato, dalla consistenza morbida e leggermente umida, data dalle patate dolci che vengono cotte, schiacciate e aggiunte in purea all’impasto.

Nel blog trovate dolci con il radicchio, con la zucca, non poteva di certo mancare con le patate dolci!

Torta con le patate dolci, cioccolato e nocciole, ricetta?

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