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Roberta Morasco

Dolci da credenza e crostate

Crostata morbida alle susine

 

“Il nome susina è già attestato nel Medioevo,

ben prima che si diffondano in Europa le specie cinesi o giapponesi.

Susina – la cui etimologia rimanda alla città persiana di Susa,

cioè all’origine mediorientale di molte specie di prugne –

è un nome nuovo che semplicemente si affianca all’antico prugna,

il “prunum” dei latini. ”

Massimo Montanari

 

Se le torte con le mele non sono mai abbastanza, nemmeno quelle con le susine scherzano!

Amo tantissimo le susine, in tutte le loro varietà (e sono davvero tante!). Un frutto dolce e succoso, ottimo consumato in purezza ma che si presta anche a tante preparazioni in cucina.

A fine estate a me piace fare scorta di cose buone per la stagione fredda e preparare la confettura, ma utilizzo spesso questo meraviglioso frutto anche per preparare dolci per colazione e merenda (a fine post ne trovate alcuni).

Secondo me poi le susine si sposano benissimo con le farine rustiche ed integrali (quelle che piacciono a me!), con la frutta secca e con le spezie.

Per preparare questa crostata morbida con le susine, la cosa migliore è utilizzare più varietà insieme. Facilissima da preparare, dovete provarla!

 

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Travel

Marocco e deserto – l’Erg Chebbi e l’Erg Chegaga

 

“Chi non conosce il silenzio del deserto

non sa cosa sia il silenzio.”

Proverbio tuareg

 

Dicono che l’Africa ti colpisca per i suoi colori, intensi e abbaglianti.

È tutto ‘tanto’ in Africa, il verde delle oasi è troppo verde, il rosso della sabbia è troppo rosso, il cielo è davvero troppo terso. Tutto così intenso da sembrare quasi irreale.

E niente, a me il mal d’Africa è iniziato qui, nel deserto, in Marocco.

Perdersi tra le sue dune, i suoi colori, dormire sotto un cielo stellato che più stellato non si può e godere del silenzio, profondo e avvolgente.

Un proverbio tuareg dice che “chi non conosce il silenzio del deserto non sa cosa sia il silenzio”.

Ed è davvero totale il silenzio del deserto, aperto e profondo, generato dallo spazio enorme, sconfinato, che c’è intorno.

Vi ho raccontato QUI di come, partiti da Fèz, siamo arrivati a Merzouga, località situata ai piedi delle grandi dune di sabbia e nota per il facile accesso ad escursioni di vario tipo nel deserto Erg Chebbi.

 

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Biscotti e Frolle/ Dolci al cucchiaio e semifreddi

Biscotti gelato

 

“Non è proprio fame,

è voglia di un secchio di gelato al cioccolato

e due vanghe di panna montata sopra.”

Cit. 

 

Ricette in archivio mai pubblicate.

L’estate volge al termine ma questi biscotti meritavano di essere condivisi, a me piacciono tantissimo!

Una merenda velocissima da preparare, anche insieme ai bambini, e un gelato ‘furbissimo’ che non necessita di gelatiera.

Questi biscotti gelato si preparano in pochissimi minuti, vi basterà raffreddare bene gli ingredienti e poi pazientare per il dovuto riposo in congelatore.

Pochissimi ingredienti, bontà assicurata!

 

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Contorni/ Cucina etnica/ Salato/ Secondi vegetariani

Lenticchie alla marocchina

 

“Dai da mangiare al tuo ospite

anche se tu stai morendo di fame.”

Proverbio marocchino

 

Durante il viaggio in Marocco, mi hanno spesso servito piatti con le lenticchie. Personalmente le amo molto e le uso tantissimo in cucina.

Non mangiando carne da diversi anni, nella mia dieta ci sono altri prodotti, come ad esempio i legumi, che consumo in abbondanza e che amo preparare in modo diverso.

Vi propongo una ricetta davvero velocissima e molto gustosa. Una sorta di insalata speziata che potete a piacere servire sia fredda che tiepida/calda (io preferisco la seconda); questo piatto spesso per me diventa piatto unico, la servo con altre verdure, crude o cotte insieme a del riso bianco o semplicemente con del pane.

Le lenticchie alla marocchina con cipolla e peperone, leggermente piccanti, dovete davvero provarle!

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Colazione e merenda/ Pane & Lievitati

Pains aux raisins

 

“La vita è troppo breve

per far colazione con un cornetto vuoto.”

Cit.

 

I pains aux raisins sono una meraviglia della pasticceria francese, e si, lo confesso, a me piacciono da impazzire!

Sono tra i miei dolci preferiti in assoluto, la loro consistenza secondo me è fantastica, croccanti all’esterno e morbidi all’interno.

Vengono preparati con lo stesso impasto dei croissant sfogliati , l’impasto viene steso e farcito con crema pasticcera e uvetta sultanina, dopo averlo arrotolato su se stesso, si taglia a fette ottenendo una sorta di ‘girelle’.

I pains aux raisins vanno spennellati con della confettura liquida per lucidarli, e poi, a piacere, possono essere decorati con granella di zucchero o della glassa.

Potete decidere di farcirli con più o meno crema, io onestamente li amo ricchi e morbidi, quindi abbondo con la crema! Potete anche variare la ricetta e farcirli con gocce di cioccolato fondente al posto dell’uvetta o utilizzare una crema pasticcera al cioccolato.

Provateli e poi mi raccontate!

 

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Impasti e preparazioni base/ Pane & Lievitati/ Salato

Msemen pane sfogliato marocchino

 

“Mangiare è incorporare un territorio”

Jean Brunhes

 

Gli Msemen, il pane (o crêpes) sfogliato marocchino, una delle preparazioni che, di fatto, sono diventate una sorta di dipendenza durante la vacanza in Marocco.

Gli Msemen sono una preparazione base della cucina marocchina e sono davvero semplici da preparare. Non contengono lievito pertanto richiedono un semplice e breve riposo dell’impasto, ma nessuna lievitazione.

La sola difficoltà sta nel tirare la sfoglia molto sottile,  è necessario ungerla accuratamente per poi ripiegarla e formare così dei ‘pacchettini‘ che in cottura produrranno l’effetto della sfogliatura.

In Marocco, gli msemen, ce l’hanno proposto ovunque e in ogni situazione possibile, a colazione con miele e confetture di frutta (venivano servite anche con altre preparazioni, tra cui ad esempio una sorta di pancake con molti buchi, i baghrir), ma anche durante i pasti, come pane da consumare con le tajine o le zuppe.

In tutta onestà è molto buono anche da solo, in vacanza mi è capitato spesso di fare uno spuntino con msemen e una tazza di tè alla menta!

 

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Colazione e merenda/ Pane & Lievitati

Croissant

 

“Se dovessi decidere fra mangiare

croissant caldi senza ingrassare

e trovare l’uomo della tua vita:

di cosa li preferiresti ripieni?”
Cit.

 

E finalmente ho preparato anche i croissant, ché a casa non li avevo ancora mai preparati!

Prima di tutto però è importante chiarire alcune differenze.

Croissant o cornetto?

Qui al nord, in pasticceria o al bar, siamo addirittura abituati a chiedere “la brioche”, intendendo il cornetto all’italiana farcito, e già questo è un errore.

La brioche è un dolce di pasta lievitata (la brioche col tuppo ad esempio), quindi preparazione ben diversa, e comunque il cornetto non è il croissant.

La differenza tra i due prodotti è negli ingredienti, che sono gli stessi, fatta però eccezione per le uova che nel croissant non vengono utilizzate (se non per spennellarlo prima della cottura).

L’assenza di uova e il poco zucchero gli conferiscono un sapore più neutro, al palato prevale infatti il sentore di burro e la consistenza è più sfogliata e leggera rispetto a quella del cornetto all’italiana.

Il croissant inoltre non ha aromi e ha molto meno zucchero, questo lo rende utilizzabile per abbinamenti sia dolci che salati.

Solitamente il croissant non viene farcito, con la farcitura abbiamo il cugino, il Pain au Chocolat, che si prepara con un impasto simile e viene farcito con dei bastoncini di cioccolato.

Il cornetto invece, prevede uova e burro nell’impasto, è più dolce e aromatizzato, ed è il più diffuso nei bar e pasticcerie, proposto vuoto o farcito nei modi più svariati, con confetture e creme.

Insomma due prodotti accomunati soltanto dalla forma ma abbastanza diversi uno dall’altro.

La ricetta è tratta da un libro che io amo molto e che trovo meraviglioso: Come si fa il pane” di Emmanuel Hadjiandreou.

Dall’impasto base dei croissant potrete poi preparare altra viennoiserie come, ad esempio, i Pains aux raisins e i Pains au chocolat.

E quindi, Madame et Monsieur, le croissant!

 

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Travel

Marocco on the road: da Fez a Merzouga

 

” Il viaggio non soltanto allarga la mente:

le dà forma.”

Bruce Chatwin

 

Un viaggio itinerante di 12 giorni in un paese meraviglioso, il Marocco, un on the road mai noioso ed affascinante, tra città imperiali, montagne, oasi e deserto. 

Il viaggio è iniziato a Fès, che io ho raggiunto con un comodissimo volo Ryanair da Treviso, lì mi attendevano mio fratello e mia cognata, i miei compagni di viaggio, arrivati a bordo di Pedro (un Nissan Patrol super attrezzato) via traghetto dal Sud della Spagna.

Tantissimi i chilometri percorsi a bordo di Pedro, da Fès verso il deserto, attraversandolo dall’Erg Chebbi all’Erg Chigaga accompagnati da una guida berbera lungo il confine con l’Algeria, per poi risalire, attraversando nuovamente l’Atlas, tra gole, montagne, kasbah meravigliose, oasi, e arrivare infine a Marrakech.

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Salato/ Secondi vegetariani

Pizza di cavolfiore

 

“Il nostro modo di alimentarci

determina in larga misura l’uso che noi

facciamo del mondo – e ciò che sarà di lui.”

Michael Pollan

 

La pizza di cavolfiore è una pizza “che non è una pizza”. Non c’è alcun impasto fatto con acqua, farina e lievito,  la base è preparata semplicemente con del cavolfiore frullato a crudo.

Non essendo presente la farina, la pizza di cavolfiore è una ricetta perfetta per le persone che soffrono di celiachia, ed è ideale per chi segue una dieta vegetariana, ma anche per chi vuole semplicemente provare una preparazione insolita e davvero molto gustosa.

È ottima farcita come una pizza tradizionale, con pomodoro e mozzarella, ma io la trovo buonissima anche in altre versioni, bianca e con verdure di stagione.

Qui ve la propongo senza salsa di pomodoro, farcita con formaggio vegetale, asparagi, funghi e fiori di zucca.

È perfetta come piatto unico, ma si presta bene anche come antipasto, potete presentarla ad esempio già tagliata a quadrotti oppure preparare delle pratiche monoporzioni.

Andiamo a vedere come si prepara questa pizza di cavolfiore con asparagi, funghi e fiori di zucca?

 

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Colazione e merenda/ Dolci da credenza e crostate

Torta al limone – Lemon drizzle cake

 

“Il frutto giallo era di casa nell’antica Persia.

Quando Alessandro Magno lo vide, se ne invaghì e lo portò in Europa.

Da quel momento la storia del Mediterraneo si cinge di giallo.” 

Licia Granello

E niente, ancora agrumi!

Ma il profumo dei limoni! Ne vogliamo parlare?

Questa torta è davvero facile ed è profumatissima! La sua origine è inglese e la sua creazione sembra essere attribuita alla scrittrice di cucina anglo-ebraica Evelyn Rose che nel 1967 scrisse di una ‘Deliziosa torta al limone‘ ricetta che prevedeva una dolce composto da una sorta di pan di spagna cosparso di sciroppo di limone.

Rispetto alla ricetta che si trova in rete io ho modificato alcuni ingredienti, sostituendo il burro con l’olio e utilizzando dello yogurt vegetale al posto del latte, il risultato è un dolce dalla consistenza morbida e umida, ma con una deliziosa crosticina esterna, una vera bontà  se amate come me il limone!

L’impasto si prepara velocemente, sporcando una sola boule, poi una volta cotta e ancora calda la torta va irrorata con lo sciroppo al limone che, penetrando al suo interno, la renderà umida e soffice oltre che profumatissima. La finitura di buccia di limone frullata con lo zucchero completerà il tutto donando ulteriore sapore e creerà una irresistibile crosticina croccante.

Andiamo a vedere come si prepara questa Torta al limone – Lemon Drizzle Cake?

 

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Dolci da credenza e crostate/ Torte

Torta croccantissima alla crema di ricotta e arance

 

“E venne il tempo delle arance.

Lungo e dilatato, come per pochissima altra frutta nelle coltivazioni a cielo aperto.

Si comincia a ottobre, con le precocissime navel,

e si chiude a maggio con le tardive sivigliane.”

Licia Granello

 

Altra torta con le arance!

E niente, quest’anno ne sto consumando tantissime, ho trovato sempre arance buonissime e super succose.

Questa è una torta davvero facilissima, non c’è un impasto e si utilizza la pasta fillo, che io personalmente amo moltissimo.

La pasta fillo si può anche preparare a casa, non è però una preparazione semplicissima, ci vuole un po’ di esperienza e soprattutto tempo.

In questo caso ho utilizzato della pasta fillo pronta che si trova facilmente nei supermercati di medie-grandi dimensioni.

Il risultato è stato davvero sorprendente, il profumo delle arance e della crema uniti alla croccantezza dell’involucro hanno soddisfatto tutti qui in famiglia!

Se vi va di provare questa torta super croccante alla crema di ricotta e arance, leggete qui sotto!

 

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