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Roberta Morasco

Salato/ Secondi di pesce

Merluzzo con piselli e patate al finocchietto

 

“Perché non c’è niente di più bello

del modo in cui tutte le volte

il mare cerca di baciare la spiaggia,

non importa quante volte viene mandato via.”

Sarah Kay

 

Ho smesso di mangiare carne da mesi ormai, non ricordo il giorno esatto, è successo all’incirca ad inizio anno, un giorno ho deciso che avrei cercato di non mangiarne più.

A dire il vero già da tanto tempo la mangiavo davvero di rado, quindi toglierla del tutto non è stato tanto difficile.

Il pesce invece no, non riesco a toglierlo dalla mia dieta, mi piace troppo.

Nel consumo di pesce cerco comunque di non esagerare e di acquistare sempre pesce di stagione, non di allevamento ma pescato, sostanzialmente di mangiarne un po’ meno ma di qualità.

Da buona veneziana mi piace molto il merluzzo (materia prima da cui derivano lo stoccafisso e il baccalà!) in mancanza di idee e tempo è veloce da preparare e versatile, inoltre è un pesce ricco di proteine e vitamine.

Il merluzzo non ama le lunghe cotture e proprio per questo ho preferito cuocere separatamente piselli e patate ed unirli solo alla fine.

Potete usare anche piselli surgelati, ma io vi consiglio di approfittare della stagione e utilizzare quelli freschi.

Sgranare i piselli poi, secondo me, è una di quelle cose che fa tornare un po’ bambini, è rilassante e può diventare un piacevole momento di condivisione con i vostri figli o nipoti.

 

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Antipasti/ Cucina etnica/ Salato/ Secondi vegetariani

Falafel

 

“Pensai a quanti luoghi ci sono nel mondo

che appartengono così a qualcuno,

qualcuno ha nel sangue

e nessun altro li sa.”

Cesare Pavese

 

Non fosse per il fatto che devono essere fritti, io i falafel li preparerei a giorni alterni tanto ne sono golosa!

I falafel, piatto tipico della tradizione mediorientale, sono una sorta di polpettine che si preparano con i ceci essiccati, sono facili da preparare e perfetti da servire sia come antipasto che come secondo piatto se accompagnati con salsine e verdure miste di stagione.

Potete anche servirli insieme ad una salsina fresca e leggera come ripieno per il pane pita (il pane morbido arabo di cui trovate qui la ricetta).

Mi raccomando, per prepararli è necessario utilizzare i ceci essiccati, che vanno lasciati in ammollo in modo che possano ammorbidirsi, successivamente andranno frullati insieme agli altri ingredienti, non provate ad utilizzare i ceci lessati perché non riuscirete a formare le polpettine!

Credetemi, se non li avete mai preparati, dovete assolutamente rimediare!

Ricettina?

 

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Antipasti/ Salato/ Secondi vegetariani

Peperoni friggitelli ripieni al forno

“Abbiamo bisogno di contadini,

di poeti, gente che sa fare il pane,

che ama gli alberi e riconosce il vento.”

Franco Arminio

 

Un piccolo orto che nelle ultime settimane sta dando i suoi primi frutti.

Un piccolo regalo che ci siamo fatti, poche piante per iniziare ché il tempo non è molto e abbiamo poca esperienza, ma tanta soddisfazione.

Le piantine di peperoni verdi stanno dando il loro meglio e ne producono in abbondanza.

Questi peperoni sono tipici della cucina campana e del centro Italia, peperoni friggitelli o puparuoli friarielli come vengono chiamati in Campania (e da non confondere con i broccoli friarielli!) sono dei piccoli peperoni verdi non piccanti anzi, dal gusto decisamente dolce.

Ingrediente gustoso e versatile, si prestano a tantissime preparazioni, nei primi piatti, come contorno, ma anche come antipasto e secondo.

Sono ottimi sia crudi che cotti, io personalmente li adoro al forno, ripieni e belli gratinati (in quanto a verdure ripiene e gratinate qui trovate i pomodori, qui i funghi, e qui un’altra ricetta con i peperoni cornetti) si trasformano in un secondo piatto semplice, veloce e molto appetitoso.

La loro dolcezza a mio avviso si sposa alla perfezione ad un ripieno dal sapore deciso, nella ricetta che vi propongo i peperoni friggitelli sono preparati con il formaggio feta e tante erbe aromatiche, la nota croccante della gratinatura è data dalle mandorle a lamelle.

Ricettina?

 

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Dolci al cucchiaio e semifreddi

Crema di riso vegan con salsa di fragole e lime

 

“Non pretendiamo che le cose cambino

se continuiamo a fare nello stesso modo.”

Albert Einstein

 

Non me ne sono quasi resa conto, ma sono ormai tre mesi che non mangio più carne.

La mia ragazza più grande, vegetariana da diverso tempo e molto più consapevole e attenta di quanto non sia io, mi stimola a provare ricette vegan e a cercare nuove strade per consumare meno prodotti di origine animale.

C’è la curiosità di provare nuovi prodotti e nuove ricette, per me sfide interessanti, inoltre non mi dispiace affatto provare a rivedere le mie abitudini alimentari, sia per l’aspetto etico che per quello della salute.

Non ne mangerò mai più? Non lo so, per ora sto bene così.

Oggi condivido con voi questo dessert che a noi ci è piaciuto molto.

Ovviamente la crema la potete preparare anche con il latte vaccino, ma vi assicuro che con il latte vegetale (nello specifico ho utilizzato quello di cocco) il risultato è ottimo!

Ve lo avevo già detto vero che vado pazza per le fragole?

E niente, eccovi la crema di riso e yogurt al cocco (vegan) con la salsa di fragole al lime.

Le foto non sono un granché, portate pazienza, qualcuno ha fatto cadere la mia reflex e al momento (Sob) si trova all’assistenza, speriamo torni dalla ‘mamma‘ presto!

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Colazione e merenda

Cake alle fragole, mascarpone e cioccolato bianco

 

“È per te il sorriso degli umani, è per te un’aranciata fresca,

è per te lo scodinzolo dei cani, è per te il colore delle foglie,

la forma strana della nuvole, è per te il succo delle mele,

è per te il rosso delle fragole,

è per te ogni cosa che c’è, ninna na ninna e…“

Jovanotti

 

Quanto amate le fragole da uno a dieci?

Io ne mangio tantissime in questo periodo, quelle ‘buone’ e succose il cui gusto è ‘davvero da fragola‘, quelle che soltanto passandoci vicino ne senti il profumo.

Cerco di acquistarle sempre presso una azienda agricola locale di cui ho piena fiducia, super buone anche le Candonga dalla Basilicata che trovo molto spesso dal fruttivendolo e talvolta anche al supermercato.

Sono uno dei miei frutti preferiti in assoluto, meravigliose in purezza, ma si prestano alla perfezione per essere utilizzate nei dolci.

Nel blog trovate parecchi dolci con le fragole, tra questi ad esempio la sbriciolata con le fragole è la fine del mondo, così come la crostata, la poke cake, la panna cotta, le brioche ripiene, la chiffon cake e la deliziosa torta soffice da colazione.

Oggi vi propongo un semplicissimo dolce per la merenda o colazione, decidete voi se preparare un cake grande o queste carinissime porzioni singole, le (mini) cake fragole, mascarpone e cioccolato bianco.

Intanto io vado a sistemare le piantine di fragole nell’orto, mi piacciono talmente tanto che da quest’anno proviamo anche una mini auto-produzione!

Dovessi anche raccoglierne soltanto 3-4, avete presente la soddisfazione?

 

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Dolci da credenza e crostate

Crostatine (frolla vegan) alla confettura di ananas e anice stellato

 

“Si potrebbe sostenere che ci sia un elemento di divertimento in ogni torta,

come ogni torta è di per sé una sorpresa in virtù della crosta che l’avvolge.”

Janet Clarkson

 

Ok, lo confesso.

Ero terribilmente prevenuta sulla bontà della  frolla vegan.

Ho una passione smodata per i dolci a base di pasta frolla, le crostate sono tra i miei dolci preferiti in assoluto e, per me, la pasta frolla è farina, uova, burro e zucchero.

Avevo questo libro (poco utilizzato lo confesso, ne ho troppi…) da un po’, e niente … ho deciso di provarla, soprattutto per il fatto che una figlia quasi vegana a casa ti spinge a cercare con curiosità alternative alle ricette fatte fino ad oggi.

Che vi devo dire?

Mi ha davvero sorpresa, per la facilità con cui si prepara, per la maneggiabilità e per la resa, una consistenza fragrante e profumata, è così buona che non ci si accorge della mancanza di burro e uova.

Con la dose qui sotto indicata ho fatto diversi dolci, una crostata e poi queste crostatine alla confettura di ananas e anice stellato.

 

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Antipasti/ Cucina etnica/ Pane & Lievitati/ Salato

Pita (integrale)

 

“S’io facessi il fornaio vorrei cuocere un pane cosi grande da sfamare tutta,

tutta la gente che non ha da mangiare.

Un pane più grande del sole, dorato, profumato come le viole.

Un pane cosi verrebbero a mangiarlo dall’India e dal Chilì i poveri,

i bambini, i vecchietti e gli uccellini.

Sarà una data da studiare a memoria: un giorno senza fame!

Il più bel giorno di tutta la storia!”

Gianni Rodari

 

La Pita è un delizioso pane umido, morbido e poco lievitato, abbastanza semplice da preparare in casa, la cui particolarità è che in cottura si gonfia, formando una tasca che la rende perfetta per essere farcita nei modi più svariati.

Tipico dei paesi del medio-oriente, normalmente viene farcito con hummus, falafel, kebab, o anche di gyros, la tipica preparazione greca (gyros pita).

La Pita è probabilmente la preparazione più antica in assoluto e può certamente considerarsi l’antenato del pane e della nostra pizza (il nome stesso ‘pita’ ricorda per assonanza sia il termine ‘piada’ che ‘pizza’), sembra infatti sia nota già in epoca babilonese, ben 4500 anni fa.

Il termine pita si è diffuso in Italia nella seconda metà del secolo scorso e stava a indicare il tipo di pane utilizzato nella cucina tradizionale dei Balcani e in particolare della Grecia, viene spesso utilizzata come accompagnamento e ‘contenitore’ di pietanze speziate a base di carne o verdure, ma è interessante ricordare che originariamente questo pane ‘con la tasca’ era nato per raccogliere le salse, senza alcun bisogno pertanto di essere tagliato.

In ogni caso si presta davvero alla perfezione per essere farcito a mo’ di panino nei modi più svariati, io lo trovo ottimo anche servito semplicemente con tzaziki (la salsa greca a base di yogurt e cetriolo) e un’insalata greca.

Normalmente la pita è un pane chiaro e morbido, io qui ve lo propongo con una parte di farina integrale e accompagnato a due diversi hummus, uno di broccoli, e l’altro di pomodori secchi. Nel blog ne trovate altre varianti (qui di hummus ne andiamo abbastanza ghiotti), l’hummus di carote e ceci e l’hummus di cicerchie.

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Colazione e merenda/ Pane & Lievitati

Hot cross buns

 

“Nascere non basta.

È per rinascere che siamo nati.

Ogni giorno.” 

Pablo Neruda

 

Ogni paese ha le sue tradizioni e specialità, tra quelle britanniche una delle più diffuse sono sicuramente questi panini semi dolci e speziati ricchissimi di uvetta, gli hot cross buns. 

Questi panini speziati hanno origini antiche e in rete potete facilmente trovare tutti gli interessantissimi dettagli sulla loro storia e leggende.

Sono una preparazione tipica della Quaresima, il loro nome, hot cross buns, deriva infatti dalle croci di impasto che vengono disegnate su ciascun panino, croci che ricordano appunto la crocifissione di Cristo.

Soffici e profumati, gli hot cross buns sono molto apprezzati soprattutto per la loro aromaticità: durante la preparazione, viene infatti aggiunto un cucchiaino di spezie miste (cannella, chiodi di garofano, noce moscata) e poi scorza di limone e frutta secca, generalmente uvetta.

Sono ottimi a colazione da soli oppure farciti con marmellate e creme spalmabili, il modo più tradizionale per gustarli è tagliarli a metà, scaldarli in forno e spalmarmi con un velo di burro (gli anglosassoni con il burro ci vanno giù pesanti e, confesso, che quando sono stata in suolo britannico, ho fatto la stessa cosa pure io!).

A questi deliziosi panini è dedicata anche una filastrocca per bambini, ma la cosa più carina che ho scoperto riguarda l’amicizia, la simpatica credenza dice che il panino spartito a metà tra due amici farà durare nel tempo la loro amicizia: “Half for you and half for me, between us two shall goodwill be”.

Io li ho preparati seguendo la ricetta di un libro che amo molto, e utilizzando una parte di farina integrale, il risultato è stato molto soddisfacente!

Ricettina?

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Dolci al cucchiaio e semifreddi

Panna cotta al limone con composta di fragole

 

“Oh estate
abbondante,
carro
di mele
mature,
bocca
di fragola
in mezzo al verde,
labbra
di susina selvatica”

Pablo Neruda

 

Giornate lente e soleggiate.

Tempo per leggere, fare yoga e stare in cucina.

Le prime fragole, grosse e succose.

Perché non preparare una panna cotta primaverile?

Tra gli ingredienti non troverete la colla di pesce, io utilizzo l’agar agar, un gelificante di origine vegetale derivato da alcuni tipi di alghe rosse.

È un ottimo sostituto della gelatina o colla di pesce (ottenuta invece utilizzando derivati da ossa bovine e altri tessuti connettivi di origine animale), pertanto ideale anche per chi ha scelto un’alimentazione vegetariana. Il risultato sarà un prodotto compatto, solidificato, ma più morbido e meno gelatinoso, con una consistenza al palato più ‘naturale’.

In questa panna cotta troverete la freschezza del limone ed il profumo intenso di fragole e menta.

Per una presentazione allegra e primaverile, decorate i bicchieri con foglioline di menta fresca, un fiore e una mezza fragola, diventeranno bellissime!

Ricettina?

 

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Colazione e merenda/ Dolci da credenza e crostate

Torta di mele e mandorle

 

“Ma allora cos’è che ti conforta?”

“La certezza della mia libertà interiore”

disse lui dopo aver riflettuto

“questo bene prezioso, inalterabile,

e che dipende sola da me perdere o conservare. 

Che tutto ciò che ha un inizio avrà una fine.

In poche parole, che le catastrofi passano e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto.

Perciò, prima di tutto vivere: Primum vivere.

Giorno per giorno. Resistere, attendere, sperare.”

Irène Némirovsky

 

Questi giorni sono così.

Resistere.

Attendere.

Sperare.

E cercare conforto in qualsiasi cosa possibile.

Anche in una torta con le mele.

Oggi vi propongo questa variante, torta di mele e mandorle.

 

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Contorni/ Cucina etnica/ Salato/ Secondi vegetariani

Pak Choi speziato con latte di cocco

 

“Era stata una sensazione di felicità come quando,

preparando il curry,

si mettono lo yogurt avanzato per caso, le spezie e le mele,

poi si esagera un po’ con le cipolle,

e con una probabilità su un milione viene fuori un piatto incredibilmente squisito,

e però irripetibile.”

Banana Yoshimoto

 

Ci sono ricette che giacciono in bozza, in attesa di essere pubblicate, per mesi.

Questa risale allo scorso anno, non mi convincevano le foto, fatte come spesso mi accade ultimamente, molto in fretta.

Eh niente, in questi giorni di emergenza covid-19 il bok choi non si trova, quindi nemmeno volendo potrei rifarla per ora, quindi ho deciso che la pubblico così, con queste foto semplici e imperfette.

Questo ortaggio per me è stato una vera scoperta.

Bok choi, pak choi, o cavolo cinese, è caratterizzato da foglie carnose e croccanti, con un sapore delicato e leggermente amarognolo.

Molto diffuso nella cucina asiatica,  si trova oggi abbastanza facilmente anche nei supermercati più forniti.

A differenza delle altre varietà di cavolo, questo cinese è un prodotto primaverile-estivo.

Ho scoperto che è ottimo anche semplicemente sbollentato qualche minuto in acqua bollente (non necessita di una lunga cottura) e condito semplicemente con sale e olio extravergine di oliva, ma è ovviamente perfetto per preparazioni esotiche e speziate.

E niente, per rendere omaggio alla tradizione orientale, io ho preparato un pak choi speziato con il latte di cocco.

 

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